
Dalla fine del 2007 i comuni della Valle Imagna (prov. di Bergamo) hanno visto avverarsi i loro “sogni”: dopo anni di affezionamento all’”affidabilissimo” modem a 56K, finalmente sono stati raggiunti da un servizio adsl!…Purtroppo anche in questa situazione, dal punto di vista della connettività, c’è poco da gioire. Il gestore che si è occupato di fornire tale servizio è Linkem, noto provider che si è sviluppato interamente nel territorio nazionale, attraverso la tecnologia Wi-fi; vi illustrerò brevemente il mio rapporto con questo provider.
Quello che segue non è da intendersi come un resoconto oggettivo, ma puramente dettato da un esperienza personale e ipotesi soggettive; pertanto quanto scritto potrebbe non corrispondere a realtà o non rappresentare la vostra situazione.
Purtroppo, a parere mio, le scelte gestionali di Linkem relative alle proprie reti non sono molto conformi a quelli che è la filosofia e gli obbiettivi della grande Internet.
Vi presento ora alcuni enunciati tecnici, per poi vedere come queste scelte implementative si ripercuotano sull’utente medio. Quello che sto per dirvi non è certamente dimostrato, è solo l’idea che mi sono fatto su come potrebbero essere strutturate le reti Linkem (ue…mica ci lavoro,eh :-D).
Al fine di risparmiare indirizzi IP da assegnare a ciascun utente, un provider può decidere di applicare un tecnica di NAT (Network Address Traslation), che consiste nel modificare gli indirizzi IP in transito nel sistema.
Il NAT non è ben visto dai puristi delle reti, in quanto mina profondamente la semplicità del protocollo IP, e in particolare viola il principio della comunicazione “da qualsiasi host a qualsiasi host” (any to any). Questa critica “filosofica” si ripercuote in, a volte serie, conseguenze pratiche:
- L’instradamento dei pacchetti viene a dipendere non solo dall’indirizzo IP destinazione, ma anche da caratteristiche di livello di trasporto.
- L’apparato che effettua il NAT ha bisogno di mantenere in memoria lo stato delle connessioni attive in ciascun momento. Questo a sua volta viola un principio base nella progettazione di IP, per cui i router non devono mantenere uno stato relativo al traffico che li attraversa.
- Alcune applicazioni inseriscono nel dato utile (ad esempio il payload) informazioni relative al livello IP o TCP/UDP. Questo rende difficile attraversare un NAT, ed è necessario che il dispositivo NAT analizzi il traffico di controllo riscrivendo queste informazioni (cosa che nella maggior parte dei casi non avviene).
Ma l’utente medio come ne risente di questi problemi?
Innanzitutto c’è da dire una cosa, il NAT fornisce indirettamente all’utente un grande vantaggio: ha il grande valore dal punto di vista della sicurezza di mascherare gli indirizzi interni dietro all’unico IP del Provider. In questo modo avremo sempre garantita un certa forma di anonimato all’interno di Internet e non saremo direttamente vulnerabili da attacchi provenienti dall’esterno (occhio, i virus, se avete Windows, li beccate comunque!).
E gli svantaggi?
Purtroppo ce ne sono…e fastidiosi. A dir la verità lo svantaggio è uno solo: gli utenti Linkem non sono raggiungibili direttamente dalle utenze non Linkem.
Questo significa che:
- non potrete mai e in nessun modo, avere id alto con Emule (e generalmente, tutti i programmi P2P, come DC++, Limewire, Bearshare & co. non funzioneranno mai al massimo delle loro prestazioni)
- avrete limitazioni con i Torrent (addio faccine verdi con Azureus)
- non potrete creare in casa un qualsiasi Server visibile dall’esterno (tra cui la possibilità di fare da server per giocare online…potrete quindi farlo solo se il server lo fa qualcun altro)
- niente videochiamate! (ne riparliamo quando il VoIP sarà più diffuso…)
e si potrebbe continuare all’infinito…
Beh, ma consoliamoci, non siamo i soli in questa situazione: i cugini di FastWeb sono nella nostra stessa barca…Già, ma loro hanno più vantaggi, essendo più numerosi! Il primo tra questi si chiama Adunanza, una mod di eMule che permette loro di avere id alto nelle sottoreti Fastweb (già provato, co n linkem non funziona
)
Molta gente mi parla di “porte chiuse che non permettono a emule & company di funzionare a dovere”. Se l’idea che mi sono fatto corrisponde a realtà, le porte chiuse non c’entrano niente; anche se fossero aperte, avremmo ugualmente gli stessi problemi: questo per dirvi che quelli di Linkem non ci possono fare nulla contro l’architettura di rete presente.
Molte altre voci dichiarerebbero inoltre molti problemi di connessione: velocità pari o inferiore ai 56K, connessione assente, etc.. Personalmente non ho mai avuto problemi di questo tipo (sarò fortunato?
)
C’è un modo per risolvere questi problemi?
Beh, a parte quello di cambiare provider (azz, è l’unico!) alcuni piccoli rimedi ci sono. Il p2p può essere sostituito tramite servizi come Rapidshare, MegaUpload, etc.. Di guide per sfruttarli, il web ne è pieno. Si potrebbe anche attraverso IRC, ma credo che siamo limitati anche in questo!
Per connettersi direttamente tra due o più host (ad esempio per fare una bella partita in internet, ci sono software come Hamachi; non l’ho mai testato, ma credo faccia al caso nostro.
Queste sono le soluzioni parziali che ho trovato fin ora, se qualcuno ha suggerimenti/critiche, ricordo che sono sempre bene accette!
Notare che Linkem dovrebbe essere una delle candidate (o dovrebbe avere già in mano l’appalto) per la diffusione del WiMax……andiamo bene…..:-(
E guardate cosa ho trovato in un forum:
La LINKEM SPA è detenuta al 100% dalla AFT SPA
La AFT SPA è una società del gruppo SOPAF SPA
Eccone i consiglieri di amministrazione
Se andate a cercarne i componenti sulla Mappa del Potere vedrete che è una diramazione di Gnutti, Colanninno & C. ( ed inoltre se c’è Galliani c’è anche il Berlusca)!
Olè! ![]()




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